La meraviglia

Il senso di meraviglia per un medico...

è associabile spesso all'ignoranza!

di Alessandro Bertolini

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Il sostantivo meraviglia evoca nella nostra quotidianità differenti atteggiamenti.

Può esserci una meraviglia intesa come stupore per qualsiasi accadimento positivo, quando un bel viso, un'opera d'arte, un panorama inducono piacevoli sensazioni e scatenano una soddisfatta meraviglia per quanto i sensi possono cogliere.
Può esserci al contrario una meraviglia negativa, come quando ci si avveda di una malefatta, di una manchevolezza, di un torto o di un lavoro mal eseguito. Insomma nella vita di tutti i giorni è comune meravigliarsi nel bene o nelle delusioni.
Guardando con occhi differenti il mondo della salute esistono anche qui differenti aspetti che inducono meraviglia nell'osservatore.

Il medico ha poche ragioni per provare meraviglia, se con essa intendiamo stupore o eccitazione. Di sicuro il miracolo della nascita, in sala parto, è quello che ancora oggi conferisce a chi l'incontri come operatore un sentimento intenso in ogni occasione. Nulla d'altro nel lavoro del medico accende un sentimento di stupore, non una diagnosi brillante, non un referto atteso, non un intervento riuscito, perché il tecnico è un professionista che si attende un risultato per ogni cosa che fa e conosce le percentuali esatte di riuscita del suo lavoro, senza bisogno di ricorrere ai sentimenti.
Meravigliarsi per una guarigione non è cosa del medico, perché un buon tecnico attende un risultato positivo o negativo e non si stupisce mai dell'esito, qualsiasi esso possa essere.

Differente questione è quella accesa dall'utente, paziente o familiare che sia, dove la meraviglia può dipendere da una comunicazione ben fatta, da una diagnosi brillante o dalla lettura con occhi inesperti di esami effettuati. Questi ha più di una ragione per provare stupore ad ogni contatto sanitario, stupore che più spesso sconfina col timore di ricevere brutte notizie o peggio ancora di sentire responsi infausti. Meraviglia e ignoranza in materia sanitaria vanno spesso di pari passo.

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La meraviglia la prova anche il buon amministratore ogni volta che si trovi a misurare i costi del nostro servizio sanitario e a cercare di quadrare i conti con l'intenzione di indurre risparmi. Più spesso la meraviglia per i costi e l'idea di trovare leve di risparmio si concretizza con un taglio degli oneri maggiori, che sono rappresentati dal personale. Blocco dei turnover, mancato rinnovo dei contratti di lavoro, applicazione in ogni dove della regola della coperta stretta, portano da uno stupore indotto da regole organizzative a minare la stabilità del nostro servizio sanitario.
La meraviglia la scatena più spesso il politico, quando si traveste da legislatore e parla di sanità e legifera senza conoscerne il mondo e i problemi. In questo caso genera meraviglia in chi ogni giorno esercita con rigore la professione di erogatore di salute.

In conclusione, se dovessimo fare un bilancio degli eventi che toccano la salute, visti col sistema della bottiglia mezza e mezza, il nostro servizio sanitario è ancora mezzo pieno e rappresenta un'eccellenza nella pubblica amministrazione. Questa è la vera meraviglia, nonostante il periodo storico, la crisi economica e una certa politica arraffona, perché il prodotto salute che nasce dal nostro servizio sanitario è ancora a livelli che inducono una giusta invidia nel resto del mondo.

 

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